Disequazioni irrazionali

Le disequazioni irrazionali contengono la variabile all’interno di una radice e richiedono un controllo attento del dominio e del segno dei membri. In questa pagina trovi esercizi svolti passo passo per stabilire quando una radice è definita, quando è possibile elevare al quadrato e come verificare le soluzioni ottenute.

L’elevamento al quadrato non è sempre un passaggio equivalente: se i segni non sono controllati, può introdurre valori che non soddisfano la disequazione iniziale. Gli esercizi guidati distinguono i diversi casi, mostrano come organizzare le condizioni e aiutano a costruire un metodo preciso per affrontare radici quadrate, radicali multipli e confronti tra espressioni.

π
<
>
+
=
f(x)
π
<
>
+
=
f(x)

Cosa si studia nelle disequazioni irrazionali

Nelle disequazioni con radici di indice pari, ogni radicando deve essere maggiore o uguale a zero. La radice principale è inoltre sempre non negativa, informazione che permette di risolvere alcuni casi senza elevare subito al quadrato.

Le forme più comuni confrontano una radice con un’espressione algebrica. Il procedimento cambia a seconda del verso e del segno del secondo membro. In alcuni casi basta imporre il dominio; in altri è necessario richiedere che il membro esterno alla radice sia non negativo prima di elevare al quadrato.

  • condizioni di esistenza dei radicali
  • segno della radice quadrata
  • confronto tra radice ed espressione
  • elevamento al quadrato in condizioni equivalenti
  • sistemi di condizioni
  • verifica delle soluzioni finali

Esercizio 1 (Gratis)

Difficoltà ★☆☆

Risolvi la seguente disequazione irrazionale

$$\sqrt{x-1} > x-3$$

Esercizio 2 (Gratis)

Difficoltà ★☆☆

Risolvi la seguente disequazione irrazionale

$$2\sqrt{1-x+x^2} < 1-2x$$

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Come affrontare le disequazioni irrazionali

Il primo passaggio non è eliminare la radice, ma definire dove l’espressione esiste e analizzare il segno dei due membri.

  1. scrivere le condizioni di esistenza di tutti i radicali pari;
  2. isolare una radice, quando possibile;
  3. analizzare il segno dell’altro membro;
  4. distinguere i casi in cui la disequazione è automatica, impossibile o richiede il quadrato;
  5. elevare al quadrato solo dopo aver garantito condizioni equivalenti;
  6. risolvere la disequazione algebrica ottenuta;
  7. intersecare tutte le condizioni e verificare nella forma iniziale.

Gli errori più comuni sono dimenticare il dominio, elevare al quadrato membri di segno non controllato, non intersecare le condizioni oppure accettare tutte le soluzioni dell’espressione trasformata senza una verifica finale.

Disequazioni irrazionali svolte passo passo

Gli esercizi svolti evidenziano le condizioni prima dei calcoli, così è possibile capire quali trasformazioni sono realmente equivalenti. Nei casi con radice maggiore di un’espressione negativa, per esempio, il segno della radice può rendere la disequazione automaticamente vera nel dominio.

Vedere tutti i passaggi aiuta anche quando sono necessari più elevamenti al quadrato. Dopo ogni trasformazione bisogna aggiornare condizioni e vincoli, evitando di trattare il procedimento come una semplice eliminazione meccanica dei radicali.

L’allenamento guidato rende più naturale il controllo finale e prepara a esercizi nei quali compaiono radicali insieme a frazioni, polinomi o valori assoluti.

A chi sono utili questi esercizi?

Questi esercizi sono utili a chi deve recuperare il dominio dei radicali o capire perché l’elevamento al quadrato può produrre soluzioni estranee. Sono adatti anche agli studenti che si preparano a una verifica e hanno bisogno di organizzare più condizioni in un unico sistema.

Il percorso supporta chi ha difficoltà con le disequazioni di secondo grado utilizzate dopo il quadrato e chi vuole allenarsi in autonomia, confrontando non soltanto il risultato ma anche la validità logica di ogni trasformazione.

Inizia dal dominio e procedi con metodo

Prova gli esercizi gratuiti scrivendo prima tutte le condizioni di esistenza. Solo dopo valuta se e quando elevare al quadrato.

Nel percorso completo puoi esercitarti con casi diversi e consolidare il controllo delle soluzioni estranee.

FAQ

Come si risolvono le disequazioni irrazionali?

Si determinano innanzitutto le condizioni di esistenza dei radicali. Poi si isola la radice e si analizza il segno dell’altro membro. L’elevamento al quadrato si esegue soltanto quando produce una trasformazione equivalente. La disequazione algebrica ottenuta viene risolta e la soluzione finale deve essere intersecata con tutte le condizioni iniziali.

Quando si può elevare al quadrato una disequazione?

È possibile elevare al quadrato mantenendo l’equivalenza quando entrambi i membri sono non negativi. Se uno dei due può essere negativo, il confronto tra i quadrati può non rappresentare quello iniziale e può introdurre soluzioni estranee. Per questo il segno dei membri deve essere studiato prima di applicare il quadrato.

Qual è il dominio di una disequazione con radice quadrata?

Ogni radicando di una radice quadrata deve essere maggiore o uguale a zero. Se sono presenti più radicali, tutte le condizioni devono essere soddisfatte contemporaneamente. Il dominio si ottiene quindi risolvendo le singole condizioni e calcolandone l’intersezione prima di procedere con la disequazione.

Perché compaiono soluzioni estranee?

Le soluzioni estranee possono comparire perché l’elevamento al quadrato non conserva sempre tutte le informazioni sul segno. Due numeri opposti hanno lo stesso quadrato, anche se non soddisfano lo stesso confronto iniziale. Una condizione mancante o un quadrato applicato troppo presto può quindi ampliare impropriamente l’insieme delle soluzioni.

Una radice quadrata può essere negativa?

No. Per convenzione, il simbolo di radice quadrata indica la radice principale, che è sempre maggiore o uguale a zero. Questa proprietà è utile nelle disequazioni: una radice è sempre maggiore di un numero negativo, mentre non può essere minore di un numero negativo, purché l’espressione sia definita.

Come si verifica una soluzione irrazionale?

Dopo aver ottenuto gli intervalli, controlla che rispettino il dominio e le eventuali condizioni di segno introdotte. Puoi poi scegliere valori rappresentativi e sostituirli nella disequazione iniziale, non soltanto in quella ottenuta dopo il quadrato. Questo permette di individuare eventuali soluzioni estranee generate dalle trasformazioni.